Protesi uditive e demenza

La correlazione tra perdita uditiva e declino cognitivo si arricchisce di nuove, fondamentali evidenze scientifiche: l’ipoacusia torna al centro del dibattito medico grazie a uno studio pubblicato nel 2026 su Neurology. La ricerca, condotta su oltre 2.700 anziani, rivela un dato sorprendente: sebbene gli apparecchi acustici non migliorino direttamente le performance della memoria a breve termine, la loro applicazione costante può ridurre il rischio di demenza del 33%. 

Prevenire l’isolamento sociale e diminuire il carico cognitivo necessario alla comprensione del linguaggio sono passaggi chiave per preservare la riserva neuronale.

Lo studio di Neurology: 7 anni di osservazione su 2.777 partecipanti

L’ipoacusia è oggi considerata uno dei principali fattori di rischio modificabili per la demenza. Già nel 2017 e nell’aggiornamento del 2020, la Commissione pubblicata su The Lancet ha inserito la perdita uditiva tra i determinanti più rilevanti del declino cognitivo.